Otranto e i misteri del castello medievale

Un’antica e maestosa struttura, patrimonio artistico e storico di Otranto, domina lo scenario della cittadina adriatica e offre suggestive rievocazioni storiche. Si tratta del Castello Aragonese, che ogni giorno attrae moltissimi visitatori affascinati dalla sua storia e dalla sua architettura.

Oltre al fascino storico e culturale, il Castello di Otranto, in passato scenario anche di episodi storici cruenti, conserva un alone leggendario.

Il Castello Aragonese, tesoro storico di Otranto

La bella Otranto è una delle destinazioni turistiche più gettonate del Salento. La cittadina si caratterizza per le sue incantevoli spiagge e per la ricchezza storico-artistica del borgo cittadino.

Il castello medievale è uno degli emblemi di Otranto. La roccaforte, nata con scopi militari e difensivi, è oggi teatro di manifestazioni ed eventi culturali importanti, nonché una delle strutture più visitate dei dintorni.

Un po’ di storia

Il Castello Aragonese nasce come elemento di difesa grazie alla sua strategica posizione che si affaccia sul mare. Era il modo migliore per controllare chi veniva dal mare e per intraprendere rapporti commerciali con le città orientali.

Nell’architettura dell’edificio si rispecchiano le storie di diverse dominazioni, dagli Spagnoli ai Bizantini. La fortezza non ha sempre avuto la stessa struttura: fu ricostruita e sottoposta a modifiche più volte dopo aver subito assedi e distruzioni.

Parte del fascino di questo magnificente edificio viene, tuttavia, da alcune leggende misteriose, che incuriosiscono chiunque voglia scoprirne i segreti più nascosti.

Il cavaliere senza testa nel castello medievale

Si narra che il castello di Otranto nasconda misteriose presenze che vagano per le sue stanze. Si narra, infatti, di un Cavaliere Senza Testa, che pare sia intrappolato lì dentro sin dai tempi del medioevo. La sua storia è legata a un evento bellico, la guerra contro i Saraceni, che rappresenta uno degli episodi più importanti della storia di Otranto.

Durante l’assedio della città da parte dei Turchi, si distinse in battaglia il Conte di Conversano Giulio Antonio Acquaviva, che morì decapitato da un colpo di scimitarra moresca. Si narra che lo spettro di questo coraggioso cavaliere, però, abbia continuato a sfrecciare sul suo cavallo per seminare morte tra i soldati saraceni e che non abbia più trovato pace.

Il Cavaliere Senza Testa avrebbe, poi, fissato la sua dimora tra le mura del Castello. Qualcuno giura di avere visto la sua ombra, qualcun altro è sicuro di averlo visto all’interno del bastione ancora con la testa tra le mani o agitando in aria la sua spada.

Sicuramente nel castello di Otranto si respira un’aria di mistero, che lo rende uno scenario perfetto dove immaginare spettri che vi aleggiano. E ciò aumenta sicuramente il fascino che già di per sé emana il maestoso edificio.