Un tour tra le più affascinanti torri della fascia adriatica salentina

La costa salentina si caratterizza per tratti rocciosi e frastagliati e per altri tanto sabbiosi da ricordare lidi ben più esotici. Eppure c’è una costante che le caratterizza, una presenza austera e onnipresente: si tratta delle torri di avvistamento nate per avvistare preventivamente i nemici provenienti dal mare.

Torre Specchiolla e Torre di San Foca

Nonostante alcune siano state volute da Federico II, la maggior parte di queste piccole fortezze risale al periodo tra il XV e il XVI secolo: fu soprattutto Carlo V a volerne la costruzione sulle coste di tutto il suo Regno di Napoli e quelle salentine si moltiplicarono in particolare dopo la sanguinosa invasione di Otranto da parte dei turchi nel 1480. Non si deve certo pensare che fossero solidi avamposti, anche perché i quattro soldati e il cavallante (a cui spettava galoppare veloce per avvisare la popolazione del pericolo imminente) erano armati solamente di falconetti, archibugi e olio bollente.

Nel territorio di Squinzano sorge Torre Specchiolla risalente al 1537, a due piani e con ben 12 piombatoi. La cima della torre si può raggiungere percorrendo la scala scavata nelle stesse possenti mura. Da qui la vista spazia sulle scogliere di Casalabate.

Più a sud c’è una delle torri più belle della costa salentina adriatica, ovvero Torre San Foca eretta nel 1568 da Antonio Saponaro e proprio per questa soprannominata Torre di Capo Sapone. La costruzione, oggi sede degli uffici della Capitaneria di Porto del comune di Melendugno, si caratterizza per le solide mura esterne inclinate; in cima è conservato inoltre un falconetto, un piccolo cannone di 3 libbre.

Le torri più belle nei pressi di Otranto

Sulla strada per Otranto sorge la suggestiva Torre dell’Orso, risalente al XVI secolo, con base quadrata e tronco piramidale: il fascino di questa fortificazione diroccata deriva anche dal paesaggio circostante fatto di una piccola baia dorata e due faraglioni a largo delle acque azzurre del Mar Adriatico. Pare che il territorio dove sorge la torre appartenesse alla famiglia Urso e da qui il nome dato all’intera località.

Nel territorio di Otranto sorge poi la leggendaria Torre del Serpe, particolare nella sua forma tronco conica: nata come faro in epoca romana, con Federico II è stata riconvertita in torre di avvistamento. La leggenda che ammanta questa costruzione racconta di un serpente che dal mare raggiungeva la torre per bere tutto l’olio necessario per tenere acceso il faro, tanto da disorientare le navi saracene.

Non si può non menzionare la Torre di Sant’Emiliano tra le più affascinanti torri costiere salentine affacciate sul Mar Adriatico, nata in un periodo molto difficile per questa terra, quando le invasioni erano quasi all’ordine del giorno. Seppure la torre è oggi diroccata su un panoramico sperone roccioso, dal quale un tempo comunicava col faro di Punta Palascia, sono ancora visibili le curiose pietre irregolari che ne compongono fantasiosamente il tronco.